mercoledì 11 giugno 2014

Nessun risentimento alcuno.

Si sentiva a posto con la coscienza. Non c'era nulla che la turbava, forse solo il fatto che l'aver compiuto quel gesto non la turbasse. Si aspettava dei sensi di colpa talmente forti che l'avrebbero indotta a pensare al suicidio. Se li aspettava e aveva già cominciato a prepararsi, e invece nulla.
Quello che provava era il nulla più totale. Non riusciva a comprendere tutto questo, possibile che non le importasse? Insomma, lei lo aveva ucciso, e lo aveva fatto progettando il tutto. Era una cosa grave, e allora perché questa apatia? Forse il progettare a lungo una cosa simile la aveva totalmente presa dal sorvolare su ciò che effettivamente stava facendo, ma ora lo aveva capito. Lei aveva appena posto fine a quella vita, ma non aveva alcun risentimento. Aveva odiato così tanto quell'uomo che ora non le importava più nulla. Lo aveva odiato a tal punto, che non era neanche felice di liberarsene, semplicemente sapeva che doveva farlo. Esatto, era questo. Lei doveva ucciderlo. Lei lo aveva fatto.

venerdì 6 giugno 2014

Ingiustizia.

Ho visto Dio rapire
chi puro era d'animo.
Ho visto il Male andare avanti
e il Bene schiacciato.
Ho visto padri ferire
e figli senza voglia di vivere.
Ho visto gente uccisa
e assassini in libertà.
Ho visto tanta ingiustizia.
Ho visto un mondo pessimo.
Ho visto chi conta annuire compiaciuto.